La storia

Il Sindacato Libero Scrittori Italiani – CISL ha seguito, nelle varie stagioni della sua ormai quarantennale attività, una ben precisa linea politica: ed è ancora fedele a quella linea.

Nasce come sindacato apolitico e aconfessionale nel segno, tuttavia marcato anche ideologicamente, del pluralismo. I soci fondatori, e più tardi gli iscritti, non escono da un partito (a fine anni settanta, prevalentemente il PCI) per entrare in un altro partito: fanno la scelta antipartitica. Non rinunciando a questa originaria linea, il S.L.S.I. ha sentito il bisogno di riformare in parte il suo statuto (entrato in vigore il primo gennaio 2006) per mettere ancora più in evidenza la sua attenzione alla formazione di nuove leve di pensatori e per facilitare al massimo il loro inserimento nella vita intellettuale del Paese. A questo fine promuove un accordo (firmato in data 7 luglio 2003) con la Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori (CISL) per ottenere un appoggio nazionale nel portare avanti le proprie trattative nelle varie sedi a vantaggio delle categorie da esso rappresentate. Ottiene questo da un sindacato che ha nel suo statuto la apolicità e mantenendo intatta la propria autonomia di azione e di pensiero. Sente anche il bisogno di una struttura organizzativa e divulgativa che gli consenta più mezzi per intraprendere programmi di divulgazione editoriale e di manifestazioni artistiche e culturali. Con questo fine promuove e fa nascere al suo interno una Associazione aperta a tutte le categorie che hanno titolo nei campi delle arti e della cultura “Bibliotheca Scrittori e Artisti Italiani” (19 dicembre 2006). Incrementa ancor di più il rapporto con i propri soci creando una propria rivista “Scrittori Italiani”, nella quale è aperto un confronto di idee fra scrittori e con cui esalta il significato del termine libero inserito nella sua denominazione. Il S.L.S.I. era, è, e resterà un sindacato in cui la libertà di confrontare il proprio pensiero con il pensiero altrui, è vincolante.